Il fortuito passaggio del nostro satellite naturale nel campo di vista del Proportional Counter Array, a bordo dell’osservatorio spaziale Rossi XTE, permette a un team di astrofisici italiani di determinare con una precisione eccezionale la posizione di un’elusiva sorgente di raggi X.

Nella figura sono riportate due mappe della superficie lunare in cui sono indicati i punti sulla superficie dietro cui la sorgente di raggi X è tramontata (inizio eclissi, pannello di sinistra) ed è risorta (fine eclissi, pannello di destra) durante l’ osservazione di RXTE del 13 ottobre 2010.
Come rendere la vista di un telescopio spaziale acuta come quella di un ‘falco’? Si può ricorrere a costosissime e rischiose missioni spaziali, con tanto di ‘lenti correttive’ , come è stato per l’osservatorio orbitante Hubble, oppure sfruttare altre situazioni, a volte veramente fortuite, aggiungendovi una bella dose di ingegno. E questo è proprio il caso di come è stata identificata con una precisione elevatissima la posizione di una sorgente di raggi X all’interno di Terzan 5, un ammasso globulare di stelle. Il merito dell’impresa va a un gruppo di astrofisici italiani che sono riusciti a migliorare di molte migliaia di volte, la capacità di risoluzione dello strumento PCA (Proportional Counter Array) a bordo del satellite per astronomia nei raggi X della NASA Rossi X-ray Timing Explorer (RXTE), sfruttando il fortuito aiuto della nostra Luna.
