Quando la sonda Galileo della NASA raggiunse il pianeta Giove nel 1995 e cominciò a inviare sulla Terra i dati relativi alle diverse misurazioni effettuate, gli astronomi si trovarono di fronte una circostanza inattesa: il pianeta gigante era insolitamente povero di elio e neon, i due gas nobili più leggeri. Nuove simulazioni sulla fisica del pianeta, illustrate sulla rivista Physical Review Letters, rivelano ora perché: l’elio cade verso l’interno sotto forma di pioggia, e in quelle goccioline è disciolto il neon.
Per ricostruire i processi che hanno …
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