Tanto per riprendere un discorso accennato qualche tempo fa (link) e che ribadisco con più forza oggi: abbiamo assolutamente la necessità di mettere mano alla risorsa più grande del nostro Paese: l’intelligenza.
In questi ultimi tempi abbiamo assistito ad un progressivo e quasi esponenziale tracollo delle condizioni economiche-finanziarie dell’Italia, nel giro di poche settimane. Non che la cosa non fosse prevedibile, sulla base di un comportamento sconsiderato di istituzioni e società, ma ai fatti tutto è accaduto troppo velocemente.
Il governo Berlusconi è stato sostituito da un esecutivo a carattere tecnico, nel quale abbiamo riposto gran parte delle nostre speranze. Speranze durate un battito di cuore. In breve, infatti, abbiamo assistito alla nuova presa per i fondelli della politica nei confronti dei propri cittadini.
Non voglio fare dietrologia, nel tentativo di comprendere quanto in realtà sia grave la situazione del debito italiano, né quanto questa venga urlata ancor più forte di come sarebbe necessario. Ma una cosa devo dirla. I cari professori che oggi guidano il Paese hanno attuato soluzioni per le quali sarebbe stata sufficiente l’esperienza di un qualsiasi studente delle scuole elementari alle prese con le prime somme e sottrazioni.
L’europa plaude ad un pacchetto di misure che sembra più un’estensione del vecchio esecutivo, piuttosto che il risultato di un gruppo di uomini illuminati…. e i mercati, infatti, non ci cascano, e lo vediamo chiaramente dalle reazioni neanche tiepide degli andamenti degli indici.
Ecco dunque che, nonostante i sacrifici che dovremo sopportare, l’effetto di cotanti sforzi congiunti appaiono ora come la caduta di una goccia d’acqua nel mare.
Proprio così! E presto, scommetto, dovremo affrontare nuove misure… e indovinate sempre a scapito di chi?
Molti diranno e dicono che la situazione è così urgente che non ci sarebbe stato tempo per altro. Bene… e io vi dico, supponiamo di essere a bordo di un aereo che sta precipitando…. non abbiamo che pochi secondi di tempo e…. cosa facciamo? Saltiamo fuori nella speranza di salvarci….. ma che bella soluzione!!!!!
Il fatto sta davanti agli occhi di tutti. Vi è la totale mancanza, anche questa volta, di una strategia a medio e lungo termine volta a determinare una svolta storica strutturale del nostro Paese. Siamo saltati fuori senza paracadute!
La mancata riduzione degli sprechi che portano all’aumento della spesa pubblica, il mancato livellamento verso il basso dei privilegi nei vari settori monopolistici e soprattutto il mancato investimento in ricerca e sviluppo ci fanno già intravvedere un futuro non molto diverso da quello odierno.
Io non riesco proprio a capire… eppure chi oggi governa ha vissuto parte della propria esperienza proprio nei mondi accademici ed universitari che sono la culla della crescita di un Paese. E non solo l’università, aggiungiamo anche anche le arti, l’artigianato, l’agricoltura e la piccola imprenditoria. Queste sono le vere risorse da cui attingere nuova linfa e da sostenere per il nostro futuro. Penso che a tutti sia chiaro come oggi non sia proprio possibile evitare qualche sacrificio, ma santa pace, che almeno i nostri sforzi possano in parte essere reinvestiti in modo costruttivo. Alcune soluzioni potrebbero addirittura essere a costo zero e vi faccio un esempio. Oggi viviamo una grave crisi di occupazione nel mondo del lavoro. Sedetevi tra di voi, dunque, definite una lista dei vuoti professionali nel nostro paese e potenziate la formazione in quei settori. Mia moglie, ad esempio, lavora nel campo medico e ogni giorno mi ripete come vi sia bisogno di infermieri…. non se ne trovano a sufficienza e quei pochi spesso vengono contesi tra strutture pubbliche e private. Bene, eliminate il numero chiuso da questi corsi universitari, investite maggiormente nella formazione, così in breve aumenteranno l’offerta e i posti di lavoro.
Sempre per fare un esempio a me vicino, un mio amico ha una società che si occupa di progettare schede elettroniche per vari clienti. Non c’è giorno che non si lamenti del fatto che non riesce a trovare in giro programmatori di firmware. I pochi disponibili si fanno pagare a peso d’oro e soprattutto sono talmente oberati di lavoro che in alcuni casi non riescono a fare bene tutto. E come questi vi sono centinaia di esempi.
Eppure, ogni giorno di più, mi viene quasi il sospetto che tutto sommato forse il non fare faccia comodo a chi quelle poltrone d’oro non le vuol proprio lasciare.






