Gli astronomi che utilizzano Hubble Space Telescope hanno trovato diversi esempi di galassie, contenenti quasar, che agiscono come lenti gravitazionali, amplificando e distorcendo le immagini di altre galassie allineate dietro di esse.
I quasar sono tra gli oggetti più luminosi dell’Universo, capaci di emettere una luminosità superiore a tutte le stelle contenute nelle loro galassie ospiti. I quasar, pare che siano alimentati da i buchi neri supermassicci.

SDSS J1005 4016. Gli astronomi che utilizzano Hubble Space Telescope hanno trovato diversi esempi di galassie contenenti quasar, che agiscono come lenti gravitazionali. (Credit: NASA, ESA, e F. Courbin (EPFL, Svizzera))
Per trovare questi rari casi in cui un sistema galassia-quasar agisce come lente gravitazionale, un gruppo di astronomi, guidato da Frederic Courbin, presso l’Ecole Polytechnique Federale de Lausanne (EPFL,Svizzera) ha selezionato 23.000 spettri di quasar nella Sloan Digital Sky Survey (SDSS). Così facendo è stato possibile cercare l’impronta spettrale di galassie molto più distanti che si trovano accidentalmente allineate lungo la linea di vista.
Una volta che i candidati sono stati identificati, è stata utilizzata la vista acuta di Hubble per cercare i cosiddetti archi gravitazionali e gli anelli ( indicate dalle frecce in queste tre foto), proprio perchè queste “strutture” potrebbero essere prodotte dall’effetto di lente gravitazionale.
Una lente gravitazionale è un fenomeno relativistico, dovuto al fatto che, una quantità enorme di massa in una regione di spazio relativamente ristretta è in grado di distorcere lo spazio-tempo, inducendo un fascio luminoso che la attraversa ad essere deflesso.
Anche in questo caso Albert Einstein aveva intuito questa possibilità, ed oggi le conferme osservative di questo fenomeno sono una delle prove più forti a favore della teoria della relatività generale.
La luminosità dei Quasar è talmente grande che è davvero difficile, se non addirittura impossibile, osservare le galassie che li ospitano. L’intensità della luce emessa dai Quasar, infatti, eclissa letteralmente quella dovuta alla somma di tutte le stelle della galassia ospite.
Per tale ragione, trovare effetti di lente gravitazionale associate ai Quasar, ha un valore inestimabile per la possibilità di poter stimare la massa totale dei sistemi che li ospitano.

Nella teoria della relatività generale, una lente gravitazionale è un fenomeno caratterizzato dalla deflessione della radiazione emessa da una sorgente luminosa a causa della presenza di una massa posta tra la sorgente e l’osservatore.
Il passo successivo del team è, dunque, quello di costruire un catalogo di “Lenti-Quasar” che permetterà di determinare la massa di un numero statisticamente significativo di galassie e quasar, da confrontare con le galassie che di questi oggetti stupefacenti ne sono prove.
Il gruppo coinvolto in questa ricerca comprende: F. Courbin, C. Faure, F. Rérat, M. Tewes, e G. Meylan (EPFL, Svizzera), S.G. Djorgovski, A. Mahabal (Caltech), D. Stern (JPL), T. Boroson (NOAO), D. Sluse (Università di Bonn, Germania), e R. Dheeraj (University of Maryland). Lo studio completo sarà pubblicato nella rivista Astronomy and Astrofisica.





