Si chiama CLASH la campagna di osservazione di Hubble che riguarderà 25 ammassi di galassie per una misurazione senza precedenti per accuratezza della materia oscura presente in questi ammassi, una fonte di dati per cercare di rendere “visibile” ciò che finora non lo è.
C’è ma non ci vede. È la materia oscura che insieme all’energia oscura compone il 95% dell’universo, riducendo a solo il 5% quello che vediamo e conosciamo. La certezza che esista l’energia oscura è valsa recentemente il premio nobel per la fisica a Saul Perlmutter, Brian Schmidt e Adam Riess che hanno certificato l’espansione accelerata dell’universo.
Quello che ci propone l’Hubble Space Telescope della NASA e dell’ESA è l’immagine di un gruppo di galassie MACS J1206.2-0847 le cui forme distorte delle galassie distanti sullo sfondo sono causate da quella sostanza a noi invisibile che, come detto, chiamiamo materia oscura, la cui influenza gravitazionale deforma la luce proveniente dalle galassie più remote.
L’ammasso MACS J1206.2-0847 (o 1206 MACS in breve) è uno dei primi obiettivi di una campagna osservativa condotta con Hubble che permetterà agli astronomi di ottenere le mappe più dettagliate della materia oscura su un numero di ammassi di galassie come mai in precedenza. Queste mappe vengono poi usate per testare i risultati precedenti, ma già sorprende il fatto che tali mappe suggeriscano come la materia oscura sia più “densa” all’interno degli ammassi rispetto ad alcuni modelli di previsione. Questo potrebbe significare le galassie si raggruppino in ammasso in un tempo più remoto di quanto finora ipotizzato….
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