Autore: Roberto Germano
Editore: Bibliopolis
Data pubblicazione: Gennaio 2000
Tipo: Libro
Pagine: 193
Formato: 14×21
Energia per tutti e quasi a costo zero? La fusione nucleare che avviene nelle stelle si può ottenere in una cella elettrolitica grande quanto un bicchiere d’acqua e a temperature ordinarie! Sono passati ben 11 anni dal primo annuncio da parte di Fleischmann e Pons di quelle anomalie sperimentali, così difficili da replicare, battezzate col nome di “Fusione Fredda”. Ma ora la mole di lavoro di ricerca, che con svariate tecniche corrobora l’esistenza effettiva di quelle anomalie, è enorme.
In Italia operano gli unici fisici teorici che abbiano elaborato un modello teorico della Fusione Fredda. Ciò li conduce ad ottenere (nel loro laboratorio privato) la perfetta padronanza del fenomeno. Ed ora, a Frascati, sta per partire un laboratorio nazionale congiunto tra la loro azienda, l’ENEA e l’INFN. Risulta chiaro che la Fusione Fredda è solo la punta dell’iceberg di una nuova rivoluzione scientifica ormai alle porte. Intanto la massiccia e ricca lobby dei frustrati propugnatori della “Fusione Calda”, nonché quella dei fisici nucleari, troppo legati al vecchio paradigma in cui “la Fusione Fredda è impossibile e basta”, tacciono colpevolmente. I padroni dell’energia prodotta coi metodi standard ridicolizzano o insabbiano: forse la Fusione Fredda non è centralizzabile! E per l’osservatore superficiale, anche se magari professore di fisica, la Fusione Fredda è una “bufala”. Ma negli U.S.A. tutto questo è già agli onori della cronaca. In Giappone, intanto, la Mitsubishi e la Toshiba hanno depositato brevetti in tal campo.

Roberto Germano è nato a Portici (Napoli) nel 1969. Si è laureato in Fisica della Materia nel 1995. Ha successivamente lavorato presso l’Istituto Nazionale per la Fisica della Materia, e il Dipartimento di Scienze Fisiche dell’Università “Federico II” di Napoli, come collaboratore del Progetto Europeo BRITE-EURAM III: MADAVIC (Magnetoelastic Actuators for Damage Analysis and Vibration Control), nell’ambito del Gruppo di Magnetismo nella Materia. Socio fondatore dell’Associazione Culturale Multidisciplinare ALTANUR – Le connessioni inattese (www.promete.it/altanur), e della PROMETE S.r.l., società di consulenza per l’innovazione ed il trasferimento tecnologico – Spin-off INFM (www.promete.it). Autore di diverse pubblicazioni specialistiche.
Qui in basso si riporta la PREFAZIONE di Giuliano Preparata

Chi abbia una qualche conoscenza della storia della Scienza si affretterà certamente ad obiettare che tutto ciò è assolutamente naturale: di che meravigliarsi? Non è forse stato così per Copernico, Bruno e Galilei alla nascita della scienza moderna? Certamente, ma gli scienziati (una moltitudine impressionante) e le istituzioni scientifiche che hanno reso e rendono la vita impossibile allo sparuto drappello di coloro che hanno preso sul serio il messaggio di Fleischmann e Pons, sono gli stessi che ci ricordano ad ogni pie’ sospinto il grande debito che l’umanità ha nei confronti di quei coraggiosi e di chi, sfidando Inquisizione, comunità accademica e varie istituzioni politico economiche del tempo, li volle seguire. E questo la dice lunga, come ci ricorda Germano, sulla grande somiglianza che esiste tra la “comunità” scientifica odierna e quella degli Aristotelici che tanto filo da torcere dettero agli innovatori, figli del nostro Rinascimento.
Tuttavia, la comparsa di libri come questo e di una serie di iniziative che vedono, come viene qui ricordato, il nostro Paese finalmente coinvolto a livello delle sue principali istituzioni scientifiche nel campo dell’energia (l’ENEA e l’INFN) in un rinnovato interesse per le problematiche della fusione fredda, è forse il segnale che nel nuovo millennio, il cui inizio è alle porte, le cose saranno diverse, e che la scienza nuova, annunciata dai fenomeni sorprendenti della fusione fredda, aprirà alla nostra comprensione domini di realtà fin qui inesplorati e ci fornirà gli strumenti, non solo energetici, per rendere migliore l’esistenza di tutti gli esseri viventi di questa nostra Terra.
Come ha sottolineato con acutezza l’autore, è forse quest’ultimo l’aspetto della vicenda, potremmo ben dire della “saga”, della fusione fredda che più ci apre alla speranza. E come i lettori percepiranno dalla lettura del Cap. VI, è proprio questo l’aspetto che da quel giorno del marzo del 1989 ormai lontano mi ha convinto ad imbarcarmi in un’avventura intellettuale ed umana che, sapevo, mi avrebbe procurato non poche amarezze e delusioni, allontanandomi e alienandomi da quel mondo, quello accademico voglio dire, che fin dagli anni verdi avevo considerato come il mio, e che mi aveva riservato non poche soddisfazioni e riconoscimenti. Ma ciò è stata pur sempre ben poca cosa di fronte alle gioie che il dipanarsi di questa nuova realtà, che insieme a pochi amici e colleghi contemplavo per la prima volta, mi arrecava e continua ad arrecarmi. Infatti sono proprio quegli straordinari eventi che, ad esempio, avvengono in una matrice metallica di Palladio, percorsa dall’isotopo dell’Idrogeno, il Deuterio, che fanno gridare allo scandalo la maggioranza degli uomini di scienza, che ci stanno convincendo che i meccanismi dinamici che governano la materia condensata, animata ed inanimata, sono ben più sottili e potenti di quelli che sono stati fin qui ipotizzati e studiati. Non solo, ma una serie di deduzioni, basate sull’elettrodinamica quantistica, che mi avevano convinto ben prima del 1989 che le idee correnti sulla materia erano gravemente carenti, trovano nella scoperta di Fleischmann e Pons una drammatica indicazione della loro sostanziale correttezza e rilevanza. Ai miei occhi, la fusione fredda è venuta così ad apparire come la punta di un iceberg che non solo avrebbe fatto affondare la nave degli scienziati sciocchi di fine secolo, ma avrebbe fatto emergere una nuova realtà ben più ricca e sottile di quell’immane meccano di palline atomico molecolari la cui inadeguatezza e povertà concettuale, ahimé, domina oggi fisica, chimica e biologia.
È quindi per me grande il merito di Germano di aver saputo cogliere appieno questo aspetto della “moderna storia d’inquisizione e d’alchimia”, che ha qui raccontato con tanta sagacia e documentazione.
Giuliano Preparata
Milano, Marzo 1999

A stampa già iniziata di questo volume, lunedì 24 Aprile 2000, Giuliano Preparata è morto a Frascati, lasciandoci un Vuoto entusiasmante e vitale quanto lui (n.d.a.).





