A partire dalla mezzanotte, con un evento tanto raro quanto spettacolare, Venere transiterà davanti al Sole, in un viaggio che durerà circa 6 ore. Quello che i fortunati potranno osservare sarà un piccolo pallino nero sullo sfondo luminosissimo del disco solare.
Non perdete quest’occasione poiché difficilmente molti di noi potranno essere testimoni del prossimo passaggio, nel 2117.
Il transito sarà inizialmente visibile in Australia e Giappone.
Purtroppo per noi che viviamo in Italia, il fenomeno inizierà poco dopo la mezzanotte e terminerà prima delle 7 del mattino. Avremo, dunque, davvero poco tempo per osservare il Venere. Ciò non toglie che sarebbe una buona occasione per uscire fuori al mattino presto e cogliere anche il momento per respirare un po’ di aria pulita.
Ma fate attenzione! Utilizzate tutti gli accorgimenti necessari onde evitare danni irreparabili alla vostra retina. Non provate ad osservare il fenomeno direttamente e soprattutto proteggetevi se avete a disposizione un binocolo o un telescopio.
Chi non ha la possibilità di osservare il transito direttamente, potrà usufruire dei tools messi a disposizione in rete. L’evento potrà essere seguito in diretta su: http://www.media.inaf.it, il portale ufficiale dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.
Ma qual’è la peculiarità di questo evento e perché è così raro? Affinché possa avvenire il passaggio di Venere sul disco solare è necessario un particolare allineamento lungo le orbite, in modo che il pianeta possa trovarsi esattamente tra noi e il Sole. E ciò accade con un ciclo di 243 anni. In ogni ciclo, che come detto dura più di 2 secoli, i primi due passaggi avvengono nel mese di dicembre, a 8 anni di distanza uno dall’altro. Dopo un ulteriore intervallo di 121 anni e 6 mesi, si verificano altri due passaggi a giugno, anche questa volta a 8 anni di distanza. Poiché questo sarà l’ultimo transito del ciclo, dovremo attendere altri 105 anni e 6 mesi per osservare ancora Venere sul disco solare.
Grandi personaggi del passato sono stati testimoni dell’evento. Tra questi possiamo ricordare Halley e navigatori come James Cook. Paradossalmente, per una beffa del destino, proprio Keplero, che formulò le leggi che muovono i pianeti e che predisse per primo il transito di Venere, morì un anno prima e non poté essere testimone del successo delle sue teorie.
Per quest’occasione saranno soprattutto gli astronomi professionisti di tutto il mondo a puntare il loro strumenti verso il Sole. Ma questa volta, diversamente dal passato, l’interesse sta soprattutto nella possibilità di calibrare gli strumenti che oggi sono impiegati nella ricerca di pianeti fuori dal Sistema Solare.
Una delle tecniche maggiormente impiegate per la scoperta di nuovi pianeti extrasolari, infatti, consiste nel misurare l’attenuazione della luce delle stelle nel momento di transito dei pianeti.. proprio come avverrà tra qualche ora per Venere.
Buona visione a tutti e soprattutto buon lavoro agli astronomi di tutto il mondo.





